Fame nel mondo

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SDG 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

[A cura di Alessandro Sellitto]

In base all’ultimo Rapporto ONU sulla sicurezza alimentare, circa 118 milioni di persone in più hanno sofferto la fame nel 2020 (in aumento del +18% rispetto all’anno precedente) a causa dell’esplosione della crisi epidemiologica di Covid-19. Quest’ultima, in aggiunta alla crisi economica e alle carestie determinate dalle guerre e dai cambiamenti climatici, ha innalzato il numero di persone denutrite e malnutrite a un miliardo, un valore destinato pericolosamente a crescere a causa del sempre più spinto boom demografico a cui si assiste a livello mondiale. Un dato certamente allarmante, che ha sollecitato all’azione i Governi nazionali, le Organizzazioni Internazionali, le grandi imprese e le associazioni no profit (Oxfam, Unicef e SaveTheChildren, tra le altre), il cui comune obiettivo è quello di consentire all’intera popolazione mondiale l’accesso a sufficienti risorse alimentari. Una questione che si pone in posizione assolutamente antitetica rispetto a quella che si configura nei Paesi tecnologicamente più avanzati, in cui si registrano sprechi alimentari per miliardi di tonnellata all’anno. Solamente in Italia, finiscono ogni anno nei cassonetti della spazzatura circa 27 chili di cibo a testa, per un costo complessivo annuale di 6 miliardi di euro.

Una delle sfide principali, dunque, per lo sviluppo sostenibile del Pianeta è sicuramente quella di ridimensionare il problema dello spreco di cibo, un obiettivo perseguibile solamente modificando radicalmente i malsani stili di consumo e regimi alimentari preminenti. L’applicazione torinese iThanks, ad esempio, realizzata grazie al contributo della Regione Piemonte e del Fondo Sociale Europeo, è un assistente digitale che aiuta a controllare e gestire le date di scadenza dei prodotti alimentari presenti sugli scaffali di supermercati, farmacie e negozi per animali, con l’obiettivo di monitorare la vita dei prodotti a scaffale e ridurre gli sprechi alimentari. L’applicazione, in collaborazione con la piattaforma lastminutesottocasa, consente di acquistare prodotti in scadenza dai supermercati. Numerose sono, poi, le iniziative finalizzate a redistribuire le risorse alimentari rimaste invendute alle fasce più deboli della popolazione oppure ad acquistare le giuste quantità di cibo sulla base del consumo storico di determinati alimenti. Ancora, il World Food Programme ha lanciato l’applicazione mobile Share The Meal, attraverso la quale, con soli 70 centesimi, è possibile condividere un pasto con le persone più bisognose.

Pubblicato il 29 Luglio 2021

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