Ridurre le disuguaglianze

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SDG 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni.

[A cura di Ilaria Turi]

“Il Sud, in cui vive un terzo degli italiani, produce un quarto del prodotto nazionale lordo; rimane il territorio arretrato più esteso e più popoloso dell’area dell’Euro”.

A pronunciare queste parole, più volte nella sua carriera, è l’attuale premier italiano Mario Draghi; per sottolineare l’annoso problema della “questione meridionale” che, da molti punti di vista, vede il sud Italia come un territorio pieno di problemi mai risolti.

Il divario tra Nord e Sud Italia è ampio. Anche Eurispes afferma che il meridione con le sue condizioni sociali, economiche e civili è così dissimile, dal Nord, da farlo sembrare quasi una nazione a parte.

Anche i dati della Banca d’Italia del 2021 non sono incoraggianti. Il divario comprende: il P.I.L.; la durata dei processi civili (in ambiti di lavoro, fallimento, previdenza, esecuzioni immobiliari) che è nettamente più estesa al sud; i punteggi nei test in letteratura e matematica, che vede il meridione in una preoccupante posizione rispetto alla media italiana; le infrastrutture sia ferroviarie che per lo smaltimento dei rifiuti, che, nel primo caso al Sud hanno una concentrazione minore, nel secondo caso sono quasi inesistenti; la durata di realizzazione delle opere è sempre maggiore al Sud, la digitalizzazione delle P.A., invece, è sempre minore al sud, come sono minori anche gli investimenti.

Il divario è aumentato, causa Covid-19, anche in un settore di estrema importanza come la sanità. Oltre alla pressione che si è avuta nelle strutture sanitarie e sui carichi di lavoro del personale c’è un campanello d’allarme che suona più forte. Come afferma il CNEL, al Sud, l’aspettativa di vita è minore che al nord.

La disparità, presente da anni, va a racchiudersi nel decimo obiettivo degli SDG’s delle Nazioni Unite in quanto è una ineguaglianza all’interno di una Nazione. Chi più di tutti ha la chiave per poter sopperire a questa disparità è lo Stato italiano con tutte le sue istituzioni.

Uno degli ultimi progetti nato a livello nazionale è “SUD – progetti per ripartire”, promosso dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, che si propone di essere un’iniziativa di ascolto e di confronto per poter scegliere al meglio le priorità e le modalità con la quale dare un contributo al meridione. Le risorse destinate al Sud sono 213 milioni (fondi provenienti dall’Unione Europea, dal PNRR, dal Fondo sviluppo e coesione, ecc.). Nei prossimi anni per poter gestire al meglio queste risorse verranno creati dei gruppi di lavoro e delle riforme. Il premier in parlamento ha dichiarato che nei prossimi anni ci saranno interventi per migliorare: le infrastrutture portuali e retroportuali industriali (in particolare Napoli, Taranto e Gioia Tauro); l’alta velocità (Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania-Messina), le connessioni diagonali (Battipaglia-Taranto) e gli asili nido, in particolare nelle aree svantaggiate, che sono principalmente al Sud. Le risorse ci sono, ma come afferma Draghi: “Le risorse saranno sempre poche se uno non le usa”.

Pubblicato il 19 Luglio 2021

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